Come i lavoratori stanno scoprendo nuovi modi di lavorare
Una nuova ricerca economica di OpenAI mostra come i lavoratori usano l’IA per svolgere attività estranee alla propria professione e quali integrano nei flussi di lavoro.
La nostra ricerca più recente evidenzia quanto, oltre all’accesso agli strumenti di IA, conti il modo in cui le attività vengono suddivise e svolte. Queste nuove attività, estranee alle loro consuete mansioni, diventano parte integrante del modo in cui i lavoratori usano l’IA. Se queste attività diventassero responsabilità ordinarie, le professioni potrebbero ampliarsi pur mantenendo lo stesso nome.
Il nostro primo rapporto Work at the Frontier ha documentato la "trasversalità delle attività": i lavoratori usano l’IA per attività storicamente associate a un’altra professione. La nostra ricerca più recente analizza ciò che accade dopo.
Analizzando oltre 1,5 milioni di messaggi di ChatGPT relativi al lavoro, inviati da aprile a luglio 2026, abbiamo rilevato che alcuni usi interprofessionali dell’IA sono ricorrenti. I lavoratori tornano a svolgere attività che esulano dalla propria professione e, nel tempo, queste rappresentano una quota crescente dell’uso osservato dell’IA.
I risultati offrono una prima indicazione di come l’accesso all’IA possa portare i lavoratori dalla sperimentazione di nuove attività alla loro integrazione nelle routine abituali. Per le aziende che cercano di capire come adottare e sfruttare al meglio l’IA, le tendenze emerse dal nostro studio di quattro mesi sull’uso professionale dell’IA e dei prompt offrono una prospettiva importante su come ridurre gli ostacoli tra l’individuazione di un problema e il progresso complessivo del lavoro con l’aiuto dell’IA. I nostri risultati indicano che, nell’attuazione delle strategie di IA, le organizzazioni dovrebbero considerare la progettazione del lavoro insieme all’accesso agli strumenti di IA.
I lavoratori usano l’IA in modo diverso a seconda che l’attività rientri o meno nel proprio ruolo in un determinato ambito. I lavoratori formulano prompt diversi per le attività che rientrano o meno nei loro ruoli abituali. Per le attività estranee alla propria professione scrivono, in media, prompt più brevi rispetto a quelli relativi alle attività che vi rientrano. Inoltre, tendono meno a chiedere spiegazioni, istruzioni pratiche, un formato di risposta specifico o consigli.
Allo stesso tempo, quando chiedono aiuto all’IA al di fuori della propria professione, è più probabile che forniscano esempi o informazioni di contesto. È anche più probabile che chiedano all’IA di controllare o verificare qualcosa.
Una possibile interpretazione è che i lavoratori usino l’IA per attingere a competenze esterne. Anziché chiedere all’IA di insegnare loro un ambito del tutto nuovo, i lavoratori possono sottoporle un problema e il relativo contesto, come un documento, un esempio o informazioni fornite da un collega, chiedendole di applicare conoscenze associate a un altro settore.
La domanda successiva è se i lavoratori tornino a svolgere queste attività. Tra i circa 6.200 lavoratori osservati con continuità da aprile a luglio, le attività interprofessionali già svolte sono passate dal 13,1% dell’attività con l’IA legata a professioni specifiche ad aprile al 25,9% a luglio1. Questo andamento è compatibile con l’integrazione di alcuni tipi di assistenza interprofessionale nei flussi di lavoro continuativi, anziché con una semplice sperimentazione isolata.
Un’analisi separata permette di contestualizzare la ricorrenza. In un campione di osservazioni abbinate con follow-up a un mese, nel 23,6% dei casi i lavoratori sono tornati a svolgere un’attività interprofessionale già svolta il mese precedente. Tra lavoratori comparabili per i quali non ne era stato osservato l’uso nel mese precedente, la stessa attività è stata invece svolta nell’8,4% dei casi. Differenze analoghe emergono per le attività interne alla professione e per quelle generiche.
La ricorrenza varia notevolmente in base al tipo di lavoro. Il mese successivo, i lavoratori sono tornati a svolgere alcune attività interprofessionali con frequenze relativamente elevate:
Presentare beni o servizi ai clienti: 54%
Scrivere testi pubblicitari o promozionali: 44%
Creare materiali di marketing: 37%
A titolo di confronto, i lavoratori sono tornati a spiegare informazioni finanziarie in circa il 15% dei casi. Il tasso medio di ritorno nel mese successivo per le attività interprofessionali è stato del 18,5%. Queste differenze possono indicare in quali flussi di lavoro ricorrenti l’IA si integra più naturalmente. Potrebbero anche riflettere differenze nelle norme sul luogo di lavoro, nel grado di cautela o nelle conseguenze percepite di un eventuale errore.
I primi due rapporti Work at the Frontier mostrano come il lavoro possa cambiare prima ancora del nome delle professioni. Il primo rapporto ha mostrato che i lavoratori usano l’IA per superare i confini tradizionali tra le professioni. Questo rapporto rileva che alcune di queste attività entrano a far parte dei normali flussi di lavoro. Questi andamenti suggeriscono un possibile percorso di trasformazione delle professioni guidato dall’IA: un lavoratore sperimenta un’attività estranea al proprio ruolo tradizionale, scopre che l’IA gli è utile e comincia a svolgerla regolarmente come parte del proprio lavoro.
L’IA può trasformare le professioni ben prima che ne cambi il nome: i lavoratori la usano per attività associate a un’altra professione e, nel tempo, tornano a svolgerne alcune. Se queste attività diventassero responsabilità ordinarie, l’insieme delle mansioni di una professione potrebbe ampliarsi pur mantenendo lo stesso nome. Continueremo a studiare questi cambiamenti per comprendere meglio come l’IA stia modificando la divisione del lavoro e cosa ciò comporti per lavoratori, imprese e sistema economico nel suo complesso.
Leggi la nostra ricerca sulla trasversalità delle attività per scoprire come i lavoratori usano ChatGPT per svolgere attività che vanno oltre i loro ruoli tradizionali.
Leggi il nostro quadro per la transizione occupazionale nell’IA per scoprire come le capacità dell’IA, i ruoli umani e la domanda potrebbero plasmare l’occupazione.
Autore
Note
- 1
Individuiamo le loro professioni in base alle informazioni sul ruolo o sul reparto fornite durante l’onboarding di ChatGPT Business. I messaggi provengono da un campione delle conversazioni di questi utenti. Escludiamo i dati per i quali l’uso a fini di addestramento è disattivato e i messaggi privi di classificazioni utilizzabili. Tuteliamo scrupolosamente la privacy degli utenti, aggregando e anonimizzando i messaggi ai fini dell’analisi. Durante questo lavoro, i ricercatori del nostro team non leggono mai i singoli messaggi degli utenti. Tutti i messaggi vengono aggregati e anonimizzati ai fini dell’analisi; durante l’intero processo non leggiamo mai i singoli messaggi. Man mano che i lavoratori sperimentano nuove attività in un determinato mese, aumenta il numero di quelle che possono essere considerate ricorrenti.


