Greptile rileva bug oltre la revisione del codice con GPT‑6 Astra
Come Greptile usa GPT‑6 Astra per testare i flussi utente, Daybreak per rafforzare la sicurezza e Codex per ridurre il lavoro da rifare.
Greptile(si apre in una nuova finestra) sviluppa agenti IA che esaminano e testano le modifiche al codice con una conoscenza completa del contesto della base di codice. “Il nostro lavoro è ridurre i bug e rendere più affidabile il software di tutto il mondo”, afferma Daksh Gupta, cofondatore e CEO.
Per Daksh, questa missione richiede di testare il comportamento di un'applicazione oltre a leggerne il codice. La capacità di GPT‑6 Astra di usare il computer permette a Greptile di automatizzare i test su larga scala.
Convalidare una pull request significa verificare che il codice sia logicamente corretto, faccia ciò che lo sviluppatore intendeva, sia sicuro e non comprometta le funzionalità esistenti. Alcuni di questi test richiedono di eseguire effettivamente l'applicazione, perché la sola lettura del codice potrebbe non far emergere il problema.
Daksh fa l'esempio di un pulsante che scompare quando si visualizza un sito web su un iPhone. Con GPT‑6 Astra, Greptile può avviare un server di sviluppo per una pull request, ridimensionare l'area di visualizzazione del browser alle dimensioni di un iPhone e simulare un utente che naviga nell'applicazione. La comprensione visiva del modello gli consente di esaminare lo schermo e individuare il pulsante nascosto.
“Affidare a un'azienda di controllo qualità i test di tutte le modifiche è semplicemente troppo lento per essere praticabile, vista la velocità con cui riusciamo a rilasciare codice con questi modelli”, spiega. Con GPT‑6 Astra, Greptile può automatizzare questo tipo di test delle applicazioni su larga scala.
Secondo Daksh, modelli più potenti rendono anche più facile per gli aggressori sfruttare le vulnerabilità delle applicazioni, mettendo a rischio le aziende, comprese quelle che in passato non sarebbero state bersagli tipici.
“Vogliamo rendere molto semplice mettere in sicurezza i propri sistemi, anche per una startup”, afferma Daksh. “Con Daybreak riusciamo a farlo in modo molto sicuro e possiamo garantire ai nostri clienti meccanismi di difesa più sofisticati dei meccanismi di attacco degli avversari.”
La Knowledge Base di Greptile indicizza la base di codice di un'azienda e ne documenta il funzionamento in un formato leggibile da persone e agenti. L'azienda rende questa documentazione disponibile a Codex tramite un server Model Context Protocol (MCP).
Questo consente a Codex di scrivere codice che segue gli schemi già adottati dal cliente. Secondo Daksh, migliaia di clienti hanno collegato Codex alla base di conoscenza di Greptile.
Per misurare l'impatto, il team monitora la frequenza con cui vengono annullate le modifiche al codice generate dall'IA. “Quando forniamo agli agenti il contesto, si annullano meno modifiche e i clienti risparmiano tempo e risorse di inferenza”, afferma Daksh. I clienti possono dedicare le risorse risparmiate a nuove attività, anziché rielaborare le stesse modifiche.
Greptile usa Codex anche per sviluppare il proprio software e i propri agenti. “Usiamo moltissimo Codex”, afferma Daksh. “Ne facciamo un uso enorme in ogni funzione aziendale, soprattutto nello sviluppo software.”
Per Greptile, spiega Daksh, l'unico vero collo di bottiglia è la velocità con cui il team riesce a trasformare le idee in software funzionante. A suo parere, l'intelligenza dei modelli è già sufficiente per molte attività, quindi vede in Ultrafast un modo per accelerare lo sviluppo.
Il suo obiettivo a lungo termine è rendere la modifica e il rilascio di software aziendale critico semplici quanto il rilascio di un progetto personale, con OpenAI che aiuta Greptile a sviluppare gli strumenti di convalida necessari.


