Come Omio costruisce il futuro del viaggio conversazionale
Dalla pianificazione dei viaggi basata sull’IA alla trasformazione aziendale, Omio collabora con OpenAI per reinventare il modo in cui i viaggi vengono scoperti, prenotati e offerti.
3000+
Fornitori di trasporto collegati tramite esperienze di viaggio basate sull’IA
47
Paesi coperti dalla rete globale di trasporti di Omio
20%
Dell’impegno di sviluppo prima necessario per creare nuovi prodotti
3 months → 1 month
Da più sviluppatori per un trimestre a uno sviluppatore in un mese
Omio(si apre in una nuova finestra) è una delle principali piattaforme di viaggio multimodale al mondo, che mette in contatto milioni di viaggiatori con treni, autobus, traghetti e voli. L’azienda collabora con oltre 3.000 fornitori di trasporto in 47 Paesi. Con la crescente digitalizzazione dei viaggi, Omio sta ripensando il modo in cui le persone scoprono e prenotano i propri spostamenti attraverso l’IA conversazionale.
Mentre le aspettative dei consumatori si spostano verso interfacce conversazionali, Omio ha visto l’opportunità di ripensare il funzionamento della scoperta dei viaggi. La pianificazione tradizionale dei viaggi richiede spesso di navigare su più siti web, confrontare modalità di trasporto diverse e comporre itinerari tra vari fornitori. Omio riteneva che l’IA potesse creare un’esperienza radicalmente diversa: una in cui i viaggiatori descrivono semplicemente dove vogliono andare e ricevono in cambio itinerari personalizzati e prenotabili.
Tra i primi clienti e partner di OpenAI, Omio è diventata una delle prime aziende di viaggio a sperimentare esperienze conversazionali basate su dati di trasporto in tempo reale. Allo stesso tempo, l’azienda ha riconosciuto che la stessa tecnologia che stava ridefinendo le esperienze dei clienti poteva trasformare anche il modo di lavorare al proprio interno.
Abbiamo incontrato Tomas Vocetka, CTO di Omio, per parlare della visione dell’azienda sul viaggio conversazionale, del suo percorso per diventare nativa dell’IA e di come OpenAI stia contribuendo ad accelerare l’innovazione sia nelle esperienze dei clienti sia nelle operazioni interne.
Nel 2023 Omio ha lanciato una delle prime esperienze di viaggio disponibili tramite ChatGPT, collegando direttamente i modelli OpenAI all’inventario dei trasporti e ai sistemi di prenotazione di Omio.
L’integrazione ha permesso ai viaggiatori di porre domande in linguaggio naturale come «Qual è il percorso più veloce da Roma a Firenze?» oppure «Dovrei prendere il treno o l’aereo da Parigi a Barcellona?». Invece di basarsi su informazioni statiche, l’esperienza ha collegato ChatGPT all’inventario dei trasporti e ai dati sui prezzi in tempo reale, aiutando gli utenti a scoprire tramite la conversazione viaggi reali e prenotabili.
Più di recente, Omio ha ampliato questa visione con un’esperienza ChatGPT dedicata, costruita sui modelli OpenAI e collegata alla sua rete globale di trasporti. Ancorando le risposte a dati di viaggio verificati, l’azienda contribuisce a costruire una nuova categoria di commercio conversazionale, in cui l’IA funge da livello di interfaccia tra i clienti e i sistemi di trasporto del mondo reale.
Per Omio, il viaggio conversazionale non è semplicemente una nuova funzionalità. Rappresenta un cambiamento più ampio: dalle interfacce basate sulla ricerca a esperienze cliente native dell’IA.
Mentre Omio costruiva esperienze basate sull’IA per i viaggiatori, stava anche trasformando il modo in cui i team operano internamente.
L’azienda ha iniziato introducendo ChatGPT per i dipendenti in tutta l’organizzazione, consentendo ai team di sperimentare, imparare e individuare opportunità per migliorare il proprio lavoro. Con la maturazione dell’adozione, Omio è passata a Codex, integrandolo a fondo nei flussi di lavoro di engineering ed estendendolo sempre più anche a funzioni non tecniche.
«Abbiamo introdotto ChatGPT. È stato solo un assaggio. Con Codex si fa il lavoro vero».
Oggi ogni ingegnere usa Codex lungo tutto il ciclo di vita dello sviluppo software: dalla ricerca e pianificazione alla scrittura del codice, dai test alle revisioni del codice, fino a monitoraggio e manutenzione. Omio sta inoltre creando integrazioni e connettori personalizzati che portano sistemi, dati e flussi di lavoro interni direttamente negli strumenti basati sull’IA, permettendo ai dipendenti di andare oltre il recupero di informazioni e passare all’esecuzione.
L’obiettivo più ampio dell’azienda è diventare nativa dell’IA: non sovrapponendo l’IA ai processi esistenti, ma ripensando da zero il modo in cui si lavora. «Tutte le funzioni devono ripensare il modo in cui svolgono il lavoro», spiega Vocetka.
Questa mentalità ha già ridisegnato il modo in cui Omio costruisce i prodotti. I team riescono a passare dall’idea all’esecuzione molto più rapidamente, riducendo costi e sforzo necessari per testare nuovi concept e validare le esigenze dei clienti.
Omio stima che molti prodotti possano ora essere realizzati in circa il 20% del tempo richiesto in precedenza. «Progetti che prima richiedevano diversi sviluppatori per un trimestre ora possono essere completati da uno sviluppatore in circa un mese», afferma Vocetka. Cicli di sviluppo più rapidi hanno reso possibili più sperimentazione, decisioni più veloci e una maggiore capacità di testare e perfezionare le idee prima di effettuare investimenti più consistenti.
Durante tutta la trasformazione, Omio ha mantenuto un principio chiaro sulla distribuzione responsabile.
«La responsabilità resta alle persone. L’IA ci aiuta a sviluppare, analizzare e decidere più rapidamente, ma le persone restano al comando».
Combinando un ampio accesso agli strumenti OpenAI con una governance solida e la supervisione umana, Omio sta creando un modello operativo in cui l’IA accelera l’esecuzione mentre i dipendenti restano responsabili dei risultati.
- Realizzata una delle prime esperienze di viaggio conversazionale su ChatGPT
- Collegati i modelli OpenAI a oltre 3.000 fornitori di trasporto in 47 Paesi
- Ridotto lo sforzo di sviluppo prodotto a circa il 20% dei livelli precedenti
- Accelerati i progetti da un trimestre a circa un mese
- Estesa l’adozione dell’IA oltre l’engineering, alle funzioni aziendali in tutta l’organizzazione
- Resi più rapidi la sperimentazione, l’iterazione di prodotto e il processo decisionale
- Trattare l’IA come un’iniziativa di trasformazione aziendale, non come un progetto tecnologico
- Guidare l’adozione dall’alto, abilitando al contempo la sperimentazione in tutta l’organizzazione
- Concentrarsi sulla riprogettazione dei flussi di lavoro, anziché limitarsi ad automatizzare le attività esistenti
- Mantenere la responsabilità umana usando l’IA per accelerare l’esecuzione
- Considerare l’IA sia come strategia di prodotto sia come modello operativo
Omio vede l’IA ridefinire entrambi i lati del proprio business.
All’esterno, le interfacce conversazionali stanno cambiando il modo in cui i viaggiatori scoprono, confrontano e prenotano i trasporti. All’interno, l’IA sta diventando un livello fondamentale per il modo in cui i team costruiscono prodotti, prendono decisioni e operano su larga scala.
L’azienda ritiene che il futuro dei viaggi riguarderà meno la navigazione tra i risultati di ricerca e più l’interazione con sistemi intelligenti collegati direttamente a reti di trasporto in tempo reale.
«Sta cambiando il modo in cui lavoriamo, cosa costruiamo, come lo costruiamo e come operiamo».
Mentre Omio continua ad ampliare il proprio approccio nativo dell’IA, contribuisce a definire l’aspetto del commercio conversazionale nel settore dei viaggi, combinando i modelli OpenAI con l’infrastruttura di trasporto del mondo reale per rendere la pianificazione dei viaggi più rapida, semplice e personalizzata.
Per Omio, diventare nativa dell’IA non è un’ambizione futura. È una trasformazione già in corso, che sta cambiando il modo in cui oggi i viaggi vengono scoperti, prenotati e offerti.

